Fugassa Soavese: il lievitato dedicato al Recioto di Soave

Fugassa Soavese: il lievitato dedicato al Recioto di Soave

Ci sono dolci che nascono da una ricetta.
E poi ci sono dolci che nascono da un’idea.

La Fugassa Soavese nasce così: dal desiderio di creare un lievitato nuovo, capace di raccontare il nostro territorio attraverso uno dei suoi vini più preziosi, il Recioto di Soave.

Non è una fugassa tradizionale copiata o reinterpretata. È una mia invenzione. Un dolce che ho pensato, provato e costruito per portare dentro un grande lievitato da forno i profumi, la morbidezza e l’eleganza del vino passito Recioto.

Un dolce nuovo, con radici nel territorio

Quando assaggi un dolce lievitato, secondo me non devi sentire solo lo zucchero o la morbidezza. Devi sentire un’idea.

Nella Fugassa Soavese ho voluto mettere insieme due mondi che mi appartengono: la panificazione lenta, fatta con attenzione e pazienza, e il legame con il territorio di Soave.

Il Recioto di Soave è un vino dolce, ricco, profumato. Porta con sé note che ricordano la frutta matura, la pesca, l’albicocca candita, il miele, la vaniglia, la morbidezza dell’uva passita. Io ho cercato di trasformare queste sensazioni in un lievitato: non un dolce “al vino”, ma un dolce che del Recioto prende l’anima. 

Com’è fatta la Fugassa Soavese

La Fugassa Soavese è un grande lievitato morbido, profumato, ricco ma equilibrato.

L’impasto viene lavorato in due fasi, con una lunga lievitazione e con la presenza della pasta madre, che dà struttura, profondità aromatica e una morbidezza più naturale. È un dolce che richiede tempo: non nasce in fretta, perché certi profumi hanno bisogno di maturare.

Al morso trovi una pasta soffice, delicata, burrosa al punto giusto. Il profumo è elegante: senti la dolcezza del Recioto, la vaniglia, il miele, la frutta gialla. In superficie ho scelto una finitura semplice ma riconoscibile, con la doratura, il taglio a S (iniziale di Soave) e lo zucchero in granella, perché volevo che restasse un dolce da forno vero, bello da portare in tavola e buono da condividere.

Perché si chiama Fugassa Soavese

Il nome racconta già tutto.

“Fugassa” richiama il mondo dei lievitati veneti, dei dolci da festa, delle preparazioni che profumano di casa e di forno.
“Soavese” è il legame con Soave, con il suo vino, con le colline, con una tradizione che non volevo semplicemente citare, ma reinterpretare.

Per me questo dolce è una novità importante perché nasce da qui: dal nostro territorio, ma con uno sguardo nuovo.

Quando gustarla

Ti consiglio di assaggiarla con calma.

È perfetta a colazione, quando vuoi qualcosa di speciale ma non eccessivo. È bellissima a merenda, magari con un tè o un caffè. Ma secondo me dà il meglio anche a fine pasto, servita a fette, magari proprio con un bicchiere di Recioto di Soave.

È un dolce che non ha bisogno di troppe spiegazioni quando arriva in tavola. Basta tagliarlo, sentirne il profumo e assaggiarlo.

Il mio modo di intendere l’innovazione

Inventare un dolce nuovo, per me, non significa fare qualcosa di strano a tutti i costi.

Significa partire da una tradizione, ascoltarla, rispettarla e poi provare a dire qualcosa di personale.

La Fugassa Soavese è questo: un lievitato nuovo, nato nel mio forno, pensato per raccontare Soave in modo diverso. Dentro c’è la tecnica della pasta madre, c’è il tempo della lievitazione, c’è il profumo del Recioto e c’è la mia idea di dolce: semplice da capire, ma curato in ogni dettaglio.

Vieni ad assaggiarla

La Fugassa Soavese è una novità di Madalor Bakery.

Se ti piacciono i lievitati morbidi, profumati e legati al territorio, ti invito ad assaggiarla. Non è solo un dolce nuovo: è il mio modo di raccontarti Soave attraverso il forno.

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